UX tools: gli strumenti che utilizza uno UX Designer

Quando sentiamo la parola Designer associamo spesso quella professione ad un lavoro di tipo creativo. Non è però il caso dello UX Designer. 

Lo UX Designer è un progettista, non un creativo, ma piuttosto possiede capacità analitiche. E proprio l’analisi è una delle fasi fondamentali che innesca il processo di progettazione di un prodotto digitale.

Ma quali sono gli strumenti che uno UX Designer utilizza per arrivare a creare un wireframe di successo? Vediamoli insieme analizzando le varie fasi del processo lavorativo.

UX Research

Ebbene sì, non si può cominciare a progettare un bel niente se prima non si hanno dei dati da analizzare. Come ti ho spiegato nell’articolo Ux Design: cos’è e cosa fa uno ux designer, la progettazione di un prodotto digitale è incentrata sui bisogni dell’utente. Non possiamo quindi partire con la progettazione del nostro sito o della nostra app se prima non conosciamo questi bisogni.

E’ dunque necessario raccogliere una serie di dati che riguardano il comportamento degli utenti in determinate situazioni. Come? Attraverso alcuni Tools molto utili che andiamo a vedere insieme.

Gli strumenti dello UX Designer

  1. Questionari: tra le innumerevoli risorse gratuite messe a disposizione da Google ci sono i migliori amici di uno UX Designer, ossia i Moduli. Sono fogli che ci permettono di creare questionari a risposta libera o multipla in formato digitale, da poter sottoporre ai nostri utenti semplicemente tramite un link.
  2. Personas: una volta aggregati i dati relativi ai bisogni e agli obiettivi degli utenti in target che siamo riusciti a raggiungere, si creano le Personas. Cosa sono? Sono identikit dell’utente ideale. Si vanno cioè a creare dei profili dettagliati di ipotetici utenti che andrebbero ad utilizzare il prodotto che stiamo progettando.
  3. Information Architecture (IA) & User Flow: definite le personas, si procede con l’architettura delle informazioni, ossia con l’organizzazione dei contenuti all’interno del nostro sito o app. Per fare questo lo UX Designer si avvale degli User Flows o delle Sitemap. Sono disegni di scatole bianche dove si collocano i vari contenuti del nostro prodotto, collegate da frecce che ne stabiliscono la gerarchia e i collegamenti.
Esempio User Flow
  1. Wireframing & Prototyping: a questo punto lo UX Designer va a disegnare i Wireframe delle varie schermate/pagine di un sito o app, ovvero lo scheletro. In questo modo si va a delineare la struttura di ogni schermata con la disposizione dei vari contenuti. Di queste schermate di può realizzare la versione statica oppure dinamica, avvalendosi di programmi come Adobe XD. 
  2. User Testing: il prototipo è molto importante poiché una volta realizzato viene testato avvalendosi di un campione di utenti in target.

E poi?

Il processo che abbiamo appena visto insieme non è lineare. Anzi, il lavoro dello UX Designer è proprio quello di tornare indietro innumerevoli volte per migliorare sempre di più il prodotto. In questo caso, di particolare importanza è lo User Testing. Da qui, il designer comprende cosa funziona e cosa no del suo prototipo, limando il progetto dove necessario.

Vuoi saperne di più? Non perderti l’articolo UX Process: come lavora nella pratica uno UX Designer.

UX Process: come lavora nella pratica uno UX Designer

Nell’articolo Ux Design: cos’è e cosa fa uno ux designer ti ho spiegato che lo User Experience Designer si dedica a progettare prodotti digitali mettendo sempre al centro i bisogni dell’utente. Ora voglio spiegarti nella pratica come spende le sue giornate lavorative questa figura professionale così ricercata oggi.

In questo articolo non vado a spiegarti un processo ideale assoluto utilizzato da tutti gli UX Designer. Voglio più che altro darti delle linee guida che hanno le loro fondamenta nel Design Thinking. Questo può esserti utile per capire un po’ meglio in cosa consiste nella pratica il lavoro dello UX Designer e cosa intendo quando parlo di processo di progettazione.

Design thinking: cos’è

Proviamo a dare una definizione di Design Thinking.

Il Design Thinking è un approccio all’innovazione che mette al centro l’uomo, che attinge dagli “attrezzi” (capacità) del designer per integrare i bisogni delle persone, le possibilità della tecnologia e i requisiti necessari per il successo di un business..

Potremmo suddividere il processo di Design Thinking in 5 step:

  1. Empatizzare con il contesto e con il target di persone per cui si vuole creare un prodotto. 
  2. Definire i problemi degli utenti da risolvere grazie ai dati collezionati
  3. Ideare delle possibili soluzioni a quei problemi 
  4. Creare prototipi delle soluzioni ideate
  5. Testare i prototipi sul target

Questo è un processo di creazione assimilabile al lavoro del designer di cui è stata provata l’efficacia. Come può inserirsi lo UX Design nel processo di Design Thinking?

Vediamolo insieme.

Dal Design Thinking allo UX Process

Lo UX Designer nella prima fase, cioè quella di empatizzazione, va a fare nella pratica tre cose:

  • Intervista gli Stakeholders, ossia tutti gli attori che fanno parte del progetto, dal cliente al team di lavoro, per capire se sono tutti allineati con l’obiettivo del progetto
  • Analizza minuziosamente i Competitor, cercando di capire cosa offre in quel momento il mercato di riferimento, cosa funziona e cosa può essere migliorato
  • Elabora e mette in pratica la UX Research, verificando cosa vogliono gli utenti e quali sono i loro bisogni.

Nella prima fase quindi lo UX Designer cerca di ottenere tutte le informazioni possibili per capire se il prodotto che sta andando a progettare effettivamente risponde ad un bisogno reale degli utenti. In aggiunta, analizza queste informazioni per vedere come migliorare quel prodotto andando magari a colmare carenze dei competitor.

In fase di definizione lo UX Designer va, appunto, a definire, sulla base di quelli che sono i problemi emersi dalla prima fase, il concept e le specifiche del concept.

Si passa poi alla terza fase, quella dell’ideazione, dove finalmente si mettono le mani in pasta. Lo UX Designer qui va ad avvalersi di tutti gli strumenti a sua disposizione per progettare la struttura del prodotto digitale. Ad esempio, crea il Customer Journey e definisce il flusso di navigazione dell’utente, cioè quali azioni può compiere sul prodotto che sta creando. Infine, va a creare i wireframe delle pagine del sito o dell’App distribuendo i contenuti.

Terza e quarta fase consistono infine nel creare un prototipo del prodotto e andare a testarlo su utenti reali.

Una volta finito il test, sulla base dei dati raccolti, lo UX Designer torna alla terza fase per apportare le modifiche necessarie. Quando avrà progettato i wireframe il più possibile definitivi, interviene anche la figura dello User Interface Designer, che comincia a elaborare la veste grafica del prototipo per andare a creare quello che viene chiamato High Fidelity Prototype. Ovvero una versione del prototipo quasi definitiva.

UX Design: cos’è e cosa fa uno UX Designer

La figura dello User Experience Designer è oggi sempre più richiesta. Non solo dalle agenzie che operano in campo Digital, ma anche da molte aziende. Questo perché c’è una consapevolezza sempre maggiore dell’importanza che ha un’ottima interazione dell’utente con un prodotto digitale, che sia un sito o un’app.

Pensaci, quando approdi su un sito web fatto male e non capisci dove andare e come navigare, cosa fai? Esci subito. E così fa la maggior parte degli utenti della rete. Capisci quindi l’interesse di un’azienda nell’investire in una figura che si occupi di ottimizzare l’esperienza utente sul proprio sito web o app.

Ma cos’è quindi lo User Experience Design? E cosa fa nella pratica uno UX Designer? Vediamolo insieme.

Parliamo di UX: cos’è lo User Experience Design

Possiamo definire la User Experience come l’esperienza che un utente fa nell’utilizzo di un prodotto o servizio. 

Lo User Experience Design è quindi il processo di miglioramento di fattori come l’utilità, la facilità di utilizzo e l’efficienza dell’interazione dell’utente con un prodotto o servizio.

Uno UX Designer quindi va a progettare per migliorare quella che sarà l’esperienza dell’utente che interagisce con un prodotto digitale come un’app o un sito web.

La definizione di User Experience viene usata per la prima volta da Donald Norman, autore del celebre libro “La caffettiera del masochista”. In questo libro l’autore sostiene l’importanza di spostare il focus della progettazione di un prodotto o servizio sull’utente. 

Questo significa che il processo di design comincia ad essere basato sui bisogni e sugli obiettivi dell’utente.

A questo proposito ti consiglio di approfondire l’argomento sui flussi di vendita leggendo l’articolo di Giulia Il flusso di vendita: cos’è e come studiarlo.

Il lavoro dello UX Designer è quindi focalizzato sull’obiettivo di far incontrare nel modo migliore quelli che sono i bisogni di un utente e i business goal, cioè le necessità del mercato.

Se vuoi sapere come si sviluppa nella pratica il lavoro di uno UX Designer ti consiglio di leggere il mio articolo UX Process: come lavora nella pratica uno UX Designer.

Differenza tra UX Designer e UI Designer

Abbiamo visto che lo UX Designer si occupa del processo di progettazione che porta alla realizzazione del wireframe di un prodotto digitale, quindi della sua struttura. Di cosa si occupa invece uno UI Dsigner?

Spesso questi due ruoli coincidono nello stesso professionista ma non è sempre così. Lo User Interface Designer è una figura che si occupa dello specifico della veste grafica del prodotto progettato dallo UXD. Mette quindi a punto l’aspetto grafico ed estetico del prodotto, le animazioni, i font, i colori ecc.

Hosting WordPress: come scegliere l’hosting per il proprio sito internet

Se hai deciso di aprire il tuo sito internet o blog con WordPress avrai captato dalle mille guide che stai leggendo on-line che ti serve un hosting. Peccato che non hai proprio la minima idea di cosa stiamo parlando. Tranquillo, ora ti spiego tutto passo passo, così ti aiuto a fare un po’ di chiarezza.

Scegliere un hosting per il proprio sito WordPress non è per niente facile, soprattutto considerando il mare di offerte che ci sono. In questo articolo ti spiegherò cos’è un hosting, che differenza c’è tra hosting e dominio e perché hai proprio bisogno di un hosting per andare on-line e farti raggiungere dal tuo pubblico. In seguito, vedremo la differenza tra un hosting gratuito e a pagamento, arrivando al succo della questione: come scegliere l’hosting per il proprio sito WordPress? Ti consiglierò quello che utilizzo io e per i miei clienti, e ti spiegherò anche perché secondo me SiteGround è proprio il migliore.

Un buon servizio hosting è fondamentale perché il tuo sito funzioni, sia raggiungibile, veloce e sicuro. Scegliere l’hosting sbagliato può essere davvero dannoso per il tuo spazio on-line quindi ti consiglio di armarti di santa pazienza e arrivare in fondo a questo articolo per avere un quadro più chiaro di come lanciare il tuo sito con efficacia e sicurezza.

Cos’è un web hosting?

Partiamo dall’inizio e non diamo niente per scontato. Un hosting in parole semplici è uno spazio su un server ( che è tipo un super-computer) che tu affitti affinché ospiti il tuo sito, un po’ come quando affitti una stanza. Immagina che l’appartamento sia il server super-computer e la tua stanza sia lo spazio dove vive in affitto il tuo sito.

Chi ti affitta questo spazio? Il proprietario del server è un cosiddetto Internet Provider, cioè una società autorizzata che mette a tua disposizione dei pacchetti in cui ti offre hosting e altri servizi annessi (che dipendono dal tipo di società). Quindi tu paghi un canone mensile o annuale, il padrone di casa ti offre affitto, assistenza & co.

La qualità di questi servizi annessi varia in base al Provider e influisce sul prezzo finale. Inoltre, l’hosting è specifico in base alla piattaforma che usi per il tuo sito: per cui se il tuo sito è in WordPress, dovrai per forza scegliere un piano di hosting WordPress.

Alcuni pacchetti hosting hanno incluso il costo del dominio, che non è altro che un nome associato ad un indirizzo IP che lo identifica.

Perché mi serve un hosting WordPress?

Se non hai un hosting il tuo sito non può funzionare. L’hosting ti serve per mettere on-line il sito e permettere che sia raggiungibile tramite internet, da chi ti cerca. Quindi mettiti l’anima in pace e entra nell’ottica di dover per forza acquistare un pacchetto hosting. Ma non sceglierne uno a caso, e soprattutto non scegliere il più economico!

Un hosting di bassa qualità farà si che il tuo sito sia lento e poco reattivo, e sappiamo bene quanto questo non piaccia per niente né ai tuoi utenti né a Google, considerando che la velocità è tra i più importanti fattori di ranking.

Se vuoi un servizio di qualità non puoi avere il braccino corto, sappilo. Investire in un buon servizio di hosting WordPress è fondamentale per il successo e la sicurezza del tuo sito, quindi ti consiglio di non andare al risparmio!

In ogni caso, parliamo di cifre comprese tra i 70 e i 150 euro annui, quindi direi una spesa più che sostenibile per avere in cambio un ottimo servizio di hosting come quello di Siteground.

Hosting WordPress gratuito o a pagamento?

Allora, la risposta più appropriata che forse non ti piacerà è: dipende. Ti faccio qualche esempio. Se devi fare pratica con WordPress, apri un sito per sport o devi farci giocare tuo figlio che a 3 anni è già smanettone, opta per un hosting gratuito come Altervista.

In qualsiasi altro caso scegli un piano a pagamento. Innanzi tutto perché hai un dominio dedicato, quindi nel tuo nome dominio non ci sarà l’estensione dell’hosting a renderti meno professionale.

Poi, un hosting a pagamento ti permette di avere una serie di servizi importantissimi, come l’installazione del protocollo https o lo spazio di archiviazione su SSD che permette al tuo sito di andare più veloce. E’ importante allinearsi con gli standard del Web di oggi, quindi principalmente design intuitivo e velocità, per avere un sito di successo, che piaccia ai tuoi utenti e a Google.

Ora scatta la domanda da un milione di dollari.

Quale hosting scegliere per il proprio sito WordPress?

Sarai tentato di optare per un servizio di hosting più economico come quello di Aruba. Ecco, io non te lo consiglio se hai l’obiettivo di far crescere il tuo sito in maniera costante aumentando le visite. Ti serve un piano di hosting di qualità e per questo ti consiglio SiteGround.

Ho optato per questa società fin dall’inizio della mia esperienza, quando ancora il web non era il mio lavoro. Anche io, come te, mi sono informata on-line su quale hosting WordPress scegliere per il mio sito (all’epoca un blog di viaggi) e ho scelto alla fine di affidarmi a SiteGround.

Ora vediamo i motivi per cui secondo me (ma non solo) SiteGround è il migliore hosting WordPress:

  • La velocità del tuo sito WordPress: SiteGround ti garantisce altissime performance facendo girare il tuo sito velocemente. A partire dal piano GrowBig inoltre, è incluso un sistema di caching dinamico per WordPress chiamato SuperCacher che può velocizzare anche di 4 volte il tuo sito web!
  • Prezzo: non è il più basso del web, ma ti assicuro che per un costo annuale contenuto hai un servizio davvero eccellente che non trovi da nessun’altra parte. Se ci tieni al tuo sito e vuoi crescere sul web, opta per la qualità e non per il risparmio!
  • Costo del nome dominio incluso nel pacchetto
  • Un blog pieno di tutorial dettagliati di supporto
  • Semplicità di gestione: dalla tua area personale su SiteGround puoi accede al CPanel, un luogo magico dove in maniera molto intuitiva e semplice puoi gestire tutto ciò che ti serve per il tuo sito web, come l’installazione del certificato SSL con un click, la gestione della posta, effettuare i backup del tuo sito e molto altro.
  • Servizio clienti: uno degli aspetti più importanti che differenzia SiteGround dagli altri Provider è la pazzesca assistenza clienti via chat istantanea, disponibile anche in italiano! Immagina di avere a disposizione un genio della lampada che qualsiasi cosa succeda agita le manone e ti risolve il problema in un batter d’occhio. Per me solo questo vale la spesa!

Siamo giunti al termine a avrai ormai capito l’importanza enorme di avere un ottimo servizio di hosting cui appoggiarsi con il proprio sito. Quindi, non perdere altro tempo e accedi subito a SiteGround per cominciare a far decollare il tuo sito!

Visual content marketing: cos’è e i migliori tool gratuiti

Ti sarai accorto dei continui bombardamenti di immagini che riceviamo ogni giorno in giro per web e social. Ecco perché oggi i contenuti visivi, come immagini e video, sono molto importanti per una buona strategia di promozione online.

Proprio perché le immagini in cui il nostro cervello si imbatte ogni giorno sono tantissime, è necessario che la nostra strategia di visual content si basi sulla creazione di contenuti visuali innovativi, unici, diversi da tutti gli altri e fatti in modo da attirare l’attenzione del potenziale cliente.

L’obiettivo? Ovviamente la conversione!

Ma andiamo per gradi. In questo articolo parleremo nel dettaglio di Visual Content Marketing. In particolare tratteremo:

  • Cos’è il visual content marketing
  • Perché è importante un buon uso dei contenuti visuali su un sito web
  • Tipologie di contenuti visuali
  • Dove trovare immagini libere da copyright
  • Tool online gratuiti con cui creare contenuti visuali che spaccano

Cos’e’ il visual content marketing

Per evitare di fare confusione, partiamo dall’inizio.

Il Visual Content Marketing è una strategia operata online che mira al raggiungimento di un obiettivo (come ad esempio click, acquisto, contatto del potenziale cliente). Questo avviene attraverso la creazione e condivisione di contenuti visivi di qualità al fine di attrarre, coinvolgere, acquisire e fidelizzare la propria target audience, attuale e potenziale.

Detta così magari ti suonerà un po’ complicato, ma non preoccuparti, in realtà la questione è molto semplice. Riassumendo, se tu crei contenuti visivi fantastici che riescono a stupire un tuo potenziale cliente come se si fosse imbattuto per caso nella Venere di Botticelli, quello ne sarà affascinato così tanto che cliccherà dove vuoi che clicchi o comprerà la tua super-guida in pdf.

Semplice, no?

Sta tutto nel capire cosa cercano i tuoi potenziali clienti e nel creare contenuti visual ad hoc.

Perche’ sono importanti i contenuti visual in un sito web

Forse ti sembrerà una cosa banale da specificare, ma ti assicuro che non lo è.

Mi capita spesso di imbattermi in siti web “brutti”, e per brutto intendo fatto male, difficile da usare. Si sa che sul web “bello” non significa solo bello da vedere, ma soprattutto “che funziona”, cioè che raggiunge l’obiettivo che ti eri prefissato.

Un buon design, cioè un buon progetto grafico di un sito web, è fondamentale per far sì che l’esperienza dell’utente sia ottimizzata. In questo modo, le probabilità che l’utente che naviga il nostro sito arrivi sulla pagina che vogliamo noi a compiere l’azione che vogliamo noi sono più alte.

Ti sarai accorto che la competizione sul web è alle stelle, si fa a gara per attirare sempre nuovi clienti per evitare che si affidino ai propri competitor. Per questo è fondamentale creare contenuti visual che catturino l’attenzione, accompagnati da contenuti testuali di qualità, così da avere più possibilità di accaparrarsi l’utente.

Avrai quindi capito l’importanza del Visual Content Marketing in una strategia più ampia di Digital Marketing.

Visual content marketing: tipologie di contenuti

Ora vediamo quali sono le tipologie di contenuti visual che puoi sfruttare nella tua strategia di Visual Content Marketing:

  • Fotografie: sicuramente i contenuti principali di un sito web, ma anche dei social network. Non ti propinerò i soliti consigli su che tipo di foto fare o sull’uso di filtri che ti rendano riconoscibile. Sì, ok, sono certamente consigli validi. Ma ad oggi, a mio avviso, la cosa che può distinguerti, oltre all’usare delle fotografie di qualità ovviamente, è una personalizzazione che è solo tua e un contenuto testuale di accompagnamento pertinente e coinvolgente. Evita di scegliere le solite foto già viste e riviste, parola d’ordine è: originalità.
  • Video: sono molte le statistiche che dimostrano come ci si stia muovendo sempre di più verso la creazione di contenuti video. Sono sicuramente molto utili e diretti in alcuni ambiti, pensate ad esempio ai tutorial di ogni genere. Fare un video di qualità è sicuramente molto costoso, ma la risposta finale degli utenti in genere è maggiore rispetto a quella di un’immagine statica. Se dovete caricare un video sul vostro sito, occhio alla pesantezza! Per evitare di rallentare il sito ed essere penalizzati, caricatelo prima su Youtube poi “embeddatelo”.
  • Infografiche: le adoro. Adoro come ti spiegano cose lunghe e complesse in una immagine. Basta una sola occhiata per capire di cosa parla un articolo. Ne capite quindi l’importanza? Se fatte bene possono attirare subito l’attenzione di chi è interessato all’ambito che state trattando.
  • Meme: impazzano sul web, dai più divertenti ai più provocatori. Sono immagini su cui viene inserito un breve testo per rendere il messaggio più efficace. Un modo molto diretto per comunicare quello che volete dire, ma attenzione al target con cui state comunicando!
  • Gif: sono dei brevi video che vengono ripetuti in loop. Stanno spopolando sui social network e sono molto efficaci per esprimere stati d’animo buttandola sul ridere. Anche qui, se volete usarli assicuratevi che il vostro target sia pronto a riceverli!

Utilizzare contenuti visual originali è fondamentale, ma non tutti possono permetterselo. Per questo ti sveliamo dove trovare immagini gratis nell’articolo Immagini gratis e dove trovarle.

Come creare grafiche online: i migliori tool gratuiti per il visual content marketing

In giro per web e social media hai visto un sacco di immagini bellissime e grafiche personalizzate e vorresti farle anche tu ma non sai proprio dove andare a sbattere la testa.

Niente paura! Ti vengono in aiuto numerosi tool con cui puoi creare bellissime immagini personalizzate da inserire nel tuo sito o da utilizzare sui social network:

  • Canva: il più famoso di tutti, offre tantissime possibilità per creare immagini e gif, pescando direttamente dal database di immagini disponibili gratuitamente o caricandone di vostre. Ci sono inoltre molti template predefiniti in base al tipo di contenuto che volete creare, come copertina di facebook, banner, post eccetera. Basta solo un pizzico di creatività!
  • Crello: molto simile a Canva, lo preferisco perché è meno conosciuto quindi si evita di creare qualcosa di già visto. L’originalità è molto importante, non attirerete nessuno con qualcosa di uguale a tutti gli altri.
  • Piktochart: un tool molto utile per creare facilmente infografiche interessanti. Non c’è bisogno di particolari abilità grafiche, è molto intuitivo e permette di partire anche da template predefiniti.
  • Offeo: tool molto interessante e poco conosciuto per creare video e animazioni originali.
  • Bannersnack: se state progettando una campagna di advertising su Google e avete budget limitato potete ricorrere a questo strumento online. Selezionate il formato del vostro banner e create la grafica partendo da un template o andando di fantasia!
  • Lumen5: è un tool che converte un articolo in un contenuto video.

Immagini gratis e dove trovarle

Navigando su internet ti imbatti spesso in siti che hanno immagini pazzesche, con alta qualità, che rendono i siti che navighi più professionali e accattivanti.

Il tuo sito invece ha 4 foto fatte da te con il cellulare, con una scarsa qualità e basso spirito di creatività (che ammettiamolo, non è il tuo forte), perché proprio non ce l’hai il budget per pagare un abbonamento a Shutterstock. E questo incide non di poco su come appari agli occhi del tuo pubblico.

Ma niente paura! Oggi ti sveliamo ben 16 siti dove trovare bellissime immagini gratuite in alta qualità.

Immagini gratis: facciamo chiarezza sul copyright

Parliamoci chiaro. Anche se trovi un’immagine che proprio ti piace tantissimo su un sito in cui ti sei imbattuto, non la puoi scaricare né riutilizzare a tuo piacimento.

Il copyright, in Italia diritto d’autore, è una legge che serve a tutelare la paternità di un’opera d’ingegno. Tu crei qualcosa e questo qualcosa è tuo, i diritti sono tuoi e nessuno lo può utilizzare come gli pare e piace.

Come fai a sapere se una foto che trovi su Google è protetta da copyright? In alto sotto alla barra di ricerca di Google c’è un elenco. Clicca “strumenti” e nel nuovo elenco che ti appare clicca su “diritti di utilizzo” e scegli la voce “contrassegnate per essere riutilizzate”.

Ecco, queste sono le immagini che tu puoi scaricare. Scoprirai che ce ne sono decisamente poche e di quelle poche non se ne salva mezza che sia decente da riutilizzare sul tuo sito. Ecco perché è molto comodo conoscere piattaforme che mettono a disposizione bellissime immagine gratuitamente e senza copyright!

Immagini gratis: 16 siti dove trovare immagini gratuite per il tuo sito

Stiamo per svelarti ben 16 siti dove trovare immagini in alta qualità che puoi liberamente scaricare e riutilizzare come e dove vuoi.

Le cose cambiano velocemente, quindi ti consiglio di ricontrollare sempre le licenze di utilizzo quando scarichi immagini da questi siti. Il copyright è una cosa seria e va rispettato sempre!

Freepik

Pexels

Unsplash

Pixabay

Freeimages

Stocksnap

Reshot

Foodiesfeed

Gratisography

Freestocks

Picography

MMT

Picjumbo

Kaboompics

Perché un libero professionista dovrebbe avere un sito web?

Domanda più che lecita. Ci sono freelance che lavorano grazie al buon vecchio passaparola. Altri che optano per il classico marketing tramite volantinaggio selvaggio. Altri ancora che continuano a comprare spazi pubblicitari ovunque.Ma i più si chiedono: cosa me ne faccio di un sito quando ho già delle buone pagine social? Se questi canali funzionano, perché un libero professionista dovrebbe avere un sito web?E’ vero che ci sono casi in cui un sito web non serve a niente o in cui non vale la pena investire per realizzarlo.Nella maggior parte dei casi, però, ad oggi, soprattutto se sei un libero professionista o hai un tuo brand quindi devi continuamente attirare nuovi clienti, avere un tuo spazio sul web è fondamentale.In questo articolo andiamo a vedere insieme i motivi per i quali un libero professionista dovrebbe avere un sito web se vuole far crescere la sua attività.

A cosa serve un sito web e quali vantaggi offre ad un libero professionista

La vita da freelance non è facile, lo so bene. Sempre a caccia di nuovi clienti e, spesso, i canali tradizionali non sono più sufficienti, soprattutto in un momento storico dove qualsiasi cosa ci passa per la testa la chiediamo a Google.Lo fai anche tu, vero?Va da sé che essere su Google ti dà la possibilità di essere rintracciato da potenziali nuovi clienti che effettuano ricerche per risolvere i loro problemi.Prima di realizzare il tuo sito, quindi, è bene effettuare un’analisi accurata del tuo target di riferimento, di chi sono i tuoi clienti e di cosa cercano sul web. Questo ti permette di partire da una lista di parole chiave sulle quali strutturare l’architettura del tuo sito.Ma veniamo a noi. Vogliamo spiegarti quali sono i motivi per cui, secondo noi, un libero professionista deve avere un sito web che lo rappresenti. Se sei qui perché anche tu sei un freelance e non sei convinto di voler investire nella tua nuova identità online, presta attenzione. Magari ti convincerai leggendo questo articolo. O magari saprai che proprio non fa per te!In entrambi i casi, fai bene ad interessarti alla questione.Pronto allora? Andiamo a vedere 8 buoni motivi per avere un sito web se sei un freelance!

8 buoni motivi per avere un sito web se sei un libero professionista

1_ E’ uno spazio online di tua proprietà.Se sei un libero professionista e per sponsorizzarti usi soltanto una pagina Facebook, ti consiglio di pensarci bene. Cosa succederebbe se domani Facebook chiudesse i battenti? Ciao ciao alla tua presenza online. Ok, ti sembra inverosimile che un colosso del genere possa fallire, ma fossi in te non lo darei così per scontato. Oggi, soprattutto nel mondo dei social, tutto può succedere. Questo è il motivo per cui dovresti avere uno spazio tuo che possiedi (nel senso che paghi una cifra annuale per averlo) e che sai che non sparirà mai (a meno che ti dimentichi di rinnovare il tuo abbonamento a Siteground!).2_ Rappresenta chi sei e trasmette la tua personalità e professionalità.Un sito professionale rispecchia totalmente chi sei. E’ cucito su misura per te, trasmette la tua personalità e spiega chi sei ai tuoi potenziali clienti. Chiaramente, la parte di branding e comunicazione è quindi fondamentale e va studiata prima di realizzare il sito. Tramite il tuo sito web puoi comunicare con i tuoi potenziali clienti e convincerli a contattarti o ad acquistare una tua consulenza.3_ Accresce la tua autorevolezza.Un sito web proprietario (quindi un dominio acquistato non gratuito, per evitare di avere l’effetto contrario e dare un’immagine di sé amatoriale) è il tuo spazio. Qui puoi pubblicare contenuti utili al tuo target per accrescere la tua autorevolezza nel tuo campo e risultare più credibile e professionale agli occhi dei tuoi utenti. Per questo motivo è importantissimo, oltre al sito web vero e proprio, avere un blog con una buona strategia di Content Marketing.4_ Ti permette di raccogliere un pubblico.Tramite una newsletter hai la possibilità di raccogliere contatti interessati a quello che fai e a quello che dici. Fare e-mail marketing è importantissimo per mantenere un contatto costante con il tuo pubblico che si ricorderà di te quando avrà un bisogno specifico.5_ Attira nuovi clienti da Google.Lavorando sull’ottimizzazione SEO del tuo sito web, hai la possibilità, tramite i tuoi contenuti e le tue pagine, di posizionarti nella SERP di Google per attirare nuovi utenti sul tuo sito che possono trasformarsi in clienti.6_ E’ il tuo biglietto da visita aperto 24 ore su 24 e 7 giorni su 7.Non importa se stai dormendo o se sei in vacanza. Il tuo sito è sempre attivo, descrive chi sei e quello che fai quindi un utente può avere informazioni quando vuole e decidere se contattarti.7_ E’ utile per capire meglio chi sono i tuoi clienti.Installare i giusti strumenti di analisi sul tuo sito web è fondamentale per avere sotto controllo le statistiche relative ai tuoi utenti e a come si muovono all’interno del tuo sito. Inoltre, hai la possibilità di conoscere dati qualitativi in merito ai tuoi utenti, per comprendere meglio chi fa parte del tuo target. Puoi usare queste informazioni per ottimizzare le campagne di advertising che lanci sia su Google che su Facebook.8_ Cresce insieme a te e alla tua attività.Col passare del tempo diventi sempre più bravo nel tuo lavoro e modifichi una serie di cose, come la tua offerta, i tuoi prezzi, la tua comunicazione, i tuoi clienti o le tue modalità di vendita. Il tuo sito è sempre pronto ad essere implementato man mano che la tua attività si sviluppa, rappresentando uno strumento di vendita di te stesso e di quello che fai estremamente utile.

Caro freelance, ti ho convinto ad investire in un buon sito internet che ti permetta di far decollare la tua attività?

Ho voluto informarti sui validi motivi per cui, secondo me, un libero professionista nel 2020 deve avere un sito web che lo rappresenti.Se ti ho convinto e sei pronto a partire con il tuo nuovo progetto e a metterti in proprio, scopri come posso aiutarti dando un’occhiata ai miei servizi di creazione siti web

Come installare Google Analytics su Google Tag Manager

Per spiegarti come installare un tag su Google Tag Manager prenderò come esempio l’installazione di Google Analytics, uno strumento fondamentale per tracciare il traffico web del tuo sito.

Andiamo sul sito di Google Analytics, accediamo con la nostra Gmail e creiamo un account seguendo tutti i passaggi. Anche qui vale la stessa regola di Google Tag Manager: sotto un account puoi avere diversi siti.

Mentre crei il tuo account ricordati di impostare la Time Zone giusta! Questo è molto importante per evitare di avere dati di traffico falsati. Imposta quindi la Time Zone su Italia.

Una volta che abbiamo compilato tutti i dati richiesti, clicchiamo su “Get Tracker ID”. Accettiamo tutte le norme di Google e verremo indirizzati alla pagina dove troveremo il Tracking ID da copiare e inserire nel Tag Manager.

Come inserire il Tag di Google Analytics in Google Tag Manager

Torniamo nella pagina “Area di Lavoro” di Google Tag Manager e clicchiamo sulla tab “New Tag”.

Come installare Google Tag Manager su WordPress senza codice

Nel pannello che si apre andiamo a rinominare il nostro Tag e lo chiamiamo GA – All Pages, così ci ricordiamo che il nostro tag di Google Analytics è installato su tutte le pagine del nostro sito.

Come installare Google Tag Manager su WordPress senza codice

Ora clicchiamo su “Configurazione Tag”: ci si aprirà la lunga lista dei tag installabili tramite il Google Tag Manager. Come vedi sono tantissimi! La forza di questo strumento è proprio questa: avere la possibilità di installare tutti i tag che ci servono sul nostro sito senza appesantirlo modificando il codice di ogni pagina!

Scegliamo nel nostro caso “Google Analytics-Universal Analytics”. Nella schermata che ci appare impostiamo: “Tipo di monitoraggio>Visualizzazione di pagina”, mentre sotto “Impostazioni di Google Analytics” scegliamo “nuova variabile”.

Rinominiamo la variabile “GA – Settings” e clicchiamo su “Impostazioni di Google Analytics”. A questo punto ci apparirà la casellina dove inserire il Tracking ID che abbiamo copiato da Google Analytics. Clicchiamo poi su Salva in alto a destra.

Ora dobbiamo dire al Tag Manager dove vogliamo che il nostro Tag si attivi. Nella schermata del Tag dove veniamo rimandati dopo aver salvato il Tracking ID clicchiamo su “Attivazione” (o Triggering). Selezioniamo “All Pages” e clicchiamo su Salva.

Come installare Google Tag Manager su WordPress senza codice

Come attivare sul tuo sito i tag installati su Google Tag Manager

Rimane un ultimo passaggio, prendi un bel respiro perché abbiamo quasi finito!

Dalla schermata dell’Area di Lavoro del Tag Manager in alto a destra clicchiamo sul pulsante “Invia” per attivare sul nostro sito il tag.

Finito!! Abbiamo installato con successo il primo tag sul nostro sito!!

Per configurare altri tag, come ad esempio il Facebook Pixel per monitorare le visite al tuo sito che arrivano dai tuoi canali social del gruppo Facebook, il procedimento è grosso modo uguale. Ricordati sempre, dopo aver configurato il tag sul Tag Manager di cliccare sul pulsante invia, altrimenti le informazioni non arriveranno al tuo sito!

Per scoprire come installare Google Tag Manager sul tuo sito WordPress senza codice puoi leggere il nostro articolo come installare Google Tag Manager su WordPress senza codice.

Come installare Google Tag Manager su WordPress senza codice

Oggi ti voglio parlare di uno strumento utilissimo per il tracciamento del traffico del tuo sito web. Ti spiegherò come installare Google Tag Manager sul tuo sito WordPress con pochi passaggi semplicissimi, senza intervenire sul codice, ma utilizzando un comodissimo plugin. Quindi segui bene fino in fondo perché (probabilmente) questa è la guida più chiara che troverai in rete! 😊

ATTENZIONE: se utilizzi strumenti di tracciamento del traffico sul tuo sito web lo devi per legge dichiarare nel banner dei Cookie e nella tua Privacy Policy!

Cos’è Google Tag Manager

Google Tag Manager è un gestore di tag. I tag sono piccole porzioni di codice che, una volta inserite nel tuo sito web, ti permettono di raccogliere dati sul comportamento degli utenti quando navigano tra le pagine del tuo sito. Ti permettono inoltre di tracciare da dove arrivano gli utenti (ricerche organiche, sponsorizzate, social ecc), valutando quali sono i canali più efficaci.

Questo è utilissimo per capire quali pagine funzionano meglio e quali peggio, ma soprattutto quali portano più conversioni. Inoltre, se decidi di avviare una campagna AdWords, tramite GTM puoi installare facilmente il tag che ti permette di tracciare l’efficacia della campagna stessa. Figo no? Tutto in un solo strumento!

Se non utilizzassi il Tag Manager, dovresti installare manualmente intervenendo sul codice tutti i tag che ti interessano, e dovresti farlo su ogni singola pagina del tuo sito! Oltre allo sbatti stratosferico, se poi combini qualche casino è complicato rimediare! Dovresti rivolgerti ad un Webmaster sganciando non pochi quattrini. Per questo siamo qui oggi ad imparare come si usa Google Tag Manager.

Quali sono i passi da fare?

  • Registrarsi sul sito di Google Tag Manager
  • Creare un account Google Tag Manager
  • Installare il Tag Manager su WordPress
  • Installare i tag su Google Tag Manager

Crea il tuo account Google Tag Manager

Allora, prima di tutto vai sul sito ufficiale di Google Tag Manager, registrati utilizzando la tua Gmail ed effettua l’accesso. Ora crea il tuo account. Puoi chiamarlo come preferisci, ad esempio, con tanta fantasia, “I miei siti”.

Ogni account di Google Tag Manager ha dei contenitori. Ogni contenitore corrisponde in pratica ad un sito o ad una app per cui vengono installati i tag. Quindi sotto al tuo account puoi avere più di un sito.

Inserisci nella schermata il tuo sito, seleziona Web e clicca su “crea”. Accetta tutta la pappardella che ti propina Google e clicca su “Yes”.

Ti apparirà a questo punto una finestra chiamata “Install Google Tag Manager” con due stringhe di codice. Non la considerare e clicca direttamente su ok.

Fatto! Abbiamo creato un account Google Tag Manager! Il prossimo passo sarà quello di installarlo su WordPress senza codice, ma utilizzando un comodissimo plugin!

Installare Google Tag Manager su WordPress

Adesso vediamo come collegare l’account di Google Tag Manager al nostro sito WordPress.

Accediamo alla bacheca del nostro sito WordPress e clicchiamo su Plugin > Aggiungi Nuovo.

Nella barra di ricerca digitiamo “Google Tag Manager” e installiamo il plugin “Google Tag Manager for WordPress”, il primo della lista. Una volta attivato il plugin nel menu a sinistra clicchiamo su Impostazioni > Google Tag Manager.

Qui troveremo una casella bianca vicino alla dicitura Google Tag Manager ID. Torniamo quindi sulla schermata di Google Tag Manager a prendere questo ID. Nel pannello principale in alto clicchiamo su “Amministratore” e sulla destra, vicino al nome del contenitore, troviamo un piccolo codice che comincia per GTM.

Lo copiamo e andiamo ad incollarlo nella casella apposita sul nostro sito WordPress. Salviamo le modifiche et voilà! Il Tag Manager è installato sul tuo sito WordPress!

Ma aspetta a festeggiare! Manca ancora un passaggio importante, dobbiamo dire al Tag Manager quali tag installare sul nostro sito, come ad esempio il tag di Google Analytics. Nel prossimo articolo abbiamo spiegato in maniera dettagliata come installare Google Analytics su Google Tag Manager.

Come inserire la favicon sul tuo sito WordPress

La favicon è un piccolo dettaglio grafico che si trova nei tab del browser ed è diverso per ogni sito web. Spesso si tende a trascurarlo, ma non dimentichiamoci che sono i dettagli a fare la differenza! Per questo ti spiegherò passo passo come inserire la favicon nel tuo sito WordPress.

Cos’è una favicon

Favi…che?

No, non è una brutta bestia! Tranquillo, ora ti spiego. La favicon è un’iconcina che trovi nel tab di ogni browser, che rispecchia in genere il logo del sito o un suo elemento. Viene dalla crasi delle parole inglesi favorite e icon. E’ di fatto un’immagine che viene inserita nel tuo sito WordPress per dargli quel tocco in più di accuratezza.

Inserendo la favicon, nel tab del tuo sito si vedrà accanto al nome l’immagine del tuo logo al posto di un anonimo mappamondo.

Come creare una favicon

Se sei un grafico o smanetti con i programmi di Adobe non avrai problemi a creare la tua favicon. Se invece non hai nemmeno idea di cosa sia Adobe, non ti preoccupare. Ci sono diversi programmi semplici da utilizzare e gratuiti con cui potrai creare la tua favicon, come ad esempio il buon Canva.

Puoi saperne di più riguardo a programmi grafici gratuiti che puoi utilizzare online leggendo l’articolo Visual Content Marketing: cos’è e i migliori tool gratuiti online.

Ora, imposta il tuo foglio con dimensioni 512×512 pixel e inserisci la tua favicon. Ricordati che è un dettaglio davvero piccolo, quindi se hai un logo elaborato non ti consiglio di inserirlo tutto perché non si capirebbe una mazza. Inserisci magari solamente un elemento grafico oppure l’iniziale del tuo brand.

Una volta terminato, scarica l’immagine in formato .png, così da mantenere la trasparenza. Evviva! Hai creato la tua favicon! Ora non ti resta che inserirla nel tuo sito WordPress.

Come inserire la favicon su WordPress

In realtà è molto semplice. Hai due modi. Accedi alla bacheca WordPress del tuo sito, vai su aspetto – personalizza. Oppure direttamente dal front-end del tuo sito clicca personalizza in alto.

A questo punto clicca su Denominazione del sito e in fondo vai ad inserire la tua favicon dove c’è scritto “icona del sito”. Clicca su pubblica e ricarica la pagina per controllare se la favicon si vede bene.

Et voilà! Hai ufficialmente abbellito il tuo sito con una favicon! Ora avrà sicuramente un aspetto più curato e professionale!